Settembre ha concluso il suo periodo e qual’è il miglior modo per celebrare l’arrivo di ottobre ?
E’ presentarvi l’album dei gloriosi TRAFFIC “Shoot Out At The Fantasy Factory”. Frequenze e brezze sonore descritte in questo album del 1973 avvolgono la “mongolfiera cosmica” di Musica Oltre Confine , album forse sottovalutato e se avrete possibilità di ascoltare i TRAFFIC confermerete la mia opinione.

Iniziamo con la formazione della band: Steve Winwood / guitar, piano, organ, vocals e producer;Chris Wood / saxophone, flute; David Hood / bass; Jim Capaldi / percussion, backing vocals (2); Roger Hawkins / drums; Reebop Kwaku Baah / percussion e Barry Beckett / keyboards (4); Jimmy Johnson / clarinet (4).
Cinque brani suggellano la l’album e andiamo a conoscerli/ascoltarli.
“Shoot…..” title/track ha un groove incandescente ,avanzando con sensualità e travolgendo l’ascoltatore con cascate di percussioni ( ricordando lo stile dei primi Santana).. ci invita a ballare e muoversi in questo cocktail sonoro melodioso. La chitarra ritmica macina riff infuocati, il basso resta ben saldo, la batteria è propulsiva, la voce suadente di Steve Winwood sembra sorriderti e la chitarra con l’utilizzo del pedale wah-wah è a farla da padrone… una sirena della polizia ulula sullo sfondo e Chris Wood ricama preziose melodie al fiato! Tutto lo spirito del fantastico suono del prog è qui racchiuso… 4 stelle!!!
“Roll Right Stones” secondo brano, pastorale in apertura, si evolve silenziosamente in un brano vivace e spensierato con influenze country, funky e blues, una progressione compositiva davvero notevole (con un tocco di space rock ad arricchire ulteriormente il mix). L’imponente ritornello, sostenuto da magici cori, raggiunge vette gloriose. La magia dei TRAFFIC è questa… 5 stelle.
Arriva “Evening Blue” breve e fragile brano, un lamento accorato, la voce di Winwood, qui consolida la sua fama, ed un dolce assolo di sax scalda ulteriormente l’atmosfera.
Segue “Tragic Magic” un brano strumentale indescrivibile, una fusione tra lo stile degli Allman Brothers e quello dei Roxy Music.
I fiati di Wood guidano con grazia la cavalcata, incalzando le tastiere eteree, le percussioni agili e la chitarra squillante, oserei dire un “groove” imponente il tutto impreziosito da interventi di ottoni misurati e perfetti. Secondo il sottoscritto è al pari di “Glad” brano magico dell’album “John Barleycorn” vero monumento del rock.
Chiude l’album “Sometimes I Feel So Uninspired” ove la voce eccezionale di Stevie brilla di luce propria, offrendoci un assolo di chitarra carico di emozione capace di far venire i brividi… da ascoltare assolutamente!!!
Vi saluto ricordando che: “nel cielo sonoro&cosmico di Musica Oltre Confine non ci sono scie chimiche ma solo *good vibration*… ”
(Lupo Solitario)

