Mi rendo conto di essere di parte, perché dove abito, ci sono gatti che mi tengono compagnia, presentandosi a pranzo e a cena oppure solo per sdraiarsi al sole.. Ormai sono di famiglia e sanno di avere dei posti sicuri , nonostante vivano come randagi..
E’ così che mi sono soffermata sul questo libro “Ogni libreria ha bisogno di un gatto” di Takuya Asakura, incuriosita dal titolo.

Ma vediamo la trama…
“A Onomichi la brezza marina accarezza i vicoli mentre la montagna brilla sotto il sole. Tra le stradine strette e tortuose si nasconde una piccola libreria dell’usato, con un maestoso orologio a pendolo in fondo alla sala e una colonia di gatti che entra ed esce come se fosse a casa propria. Ed è qui che arriva Amane, ventisei anni e un sogno in frantumi: la casa editrice di Tokyo in cui lavorava ha chiuso da un giorno all’altro, e l’unica strada rimasta porta alla libreria ereditata da un nonno mai conosciuto. Tra scaffali mezzi vuoti da rianimare, un orologiaio gentile, un negozio di dischi che profuma di altre epoche e un’amicizia ritrovata, Amane comincia lentamente a rinascere. Ogni incontro la avvicina un po’ di più a un desiderio che sembrava impossibile: riportare in vita la libreria. Ma per farlo servirà molto più di qualche riparazione. Sarà il gatto nero appollaiato in cima all’orologio, misterioso e silenzioso guardiano, a guidarla verso il pezzo mancante che darà nuova luce al negozio e al suo cuore”
Riassumiamo in una frase
“ogni libreria ha bisogno di un gatto, e ogni persona di un posto dove ricominciare”
