Un’opera “intima” è la protagonista questa settimana della rubrica dedicata all’arte. Sala ci racconta un po’ del suo vissuto, ma leggiamo insieme…

Titolo: IO (2009)
Tecnica: olio e sabbia su tela
Formato: 50x70cm
Introduzione dell’artista:
Oggi pomeriggio stavo preparando la spedizione di un dipinto e in un momento di pausa osservavo il mio archivio e gli occhi si sono soffermati su questo dipinto del 2009.
Decido di prenderlo e porlo sul cavalletto…una lacrima ha solcato il mio viso ,perché in questa opera c’è un pezzo, non piccolo, del mio vissuto di artista.
Già il titolo “IO” riconduce ad un “Alessandro” di tanti anni fa, quando il mondo dell’arte era forse, dico forse, più puro/genuino , esisteva una fratellanza fra artisti e quella complicità, che non ci sarà mai più!!!
Ci si confrontava, senza mezzi termini, c’era stima e rispetto reciproco, i weekend erano dedicati ai vernissage e mostre collettive di questo o quell’artista, c’era un passaparola fra le gallerie da frequentare ed i galleristi seri per proporre il proprio lavoro. Ora ci sono le piattaforme, chissà perché ogni volta che scrivo o pronuncio questo nome mi sovviene in mente il petrolio (???), i social che si nutrono di “like, follower ed altre frivolezze”… per non parlare dei gruppi fantomatici dedicati all’arte ,che mi ricordano molto i locali ad Amsterdam delle “signorine” in vetrina… Torniamo al mio dipinto che forse la mia sincerità potrebbe offendere qualcuno.
“IO” è un olio e sabbia su tela di un medio formato 50x70cm, che potrei tranquillamente dire che è un mio autoritratto, in cui c’è il mio vissuto, la mia anima e quel sentire che mi ha contraddistinto in tutta la vita. Non mi sono mai nascosto per quello che sono e con estrema sincerità il mio “viaggio interiore” è rappresentato nei quadri. Fantasia, sogni, colori e speranza per un mondo migliore trasudano dalla tela con forza pura come rugiada. Chi mi legge potrebbe dire che sono figlio dell’ego ,ma in realtà sono onesto con me stesso accogliendo ed abbracciando lati luminosi ed oscuri.
Una finestra antica ed usurata dal tempo, che è stata aperta e chiusa rappresenta gioie, dolori, sacrifici, insuccessi, soddisfazioni hanno segnato il legno ,segni come rughe sul viso. Il candeliere è antico e profuma di vita ,ove vetri colorati formano un caleidoscopio cromatico immaginativo ed eterno e la candela al suo interno è la purezza dell’anima, che ci ricorda da dove siamo tutti venuti. Una tenda rossa avvolge la finestra segno che esiste la passione e l’amore. Un mare agitato al tramonto mi sussurra all’orecchio di essere figlio di una città dove acqua e vento governano i sentimenti. La notte è calata e tutto inizia a prendere forma diversa, persino i profumi sono più intensi… è giunta l’ora di andare a dipingere.
La canzone abbinata al dipinto è “Venderò” di Edoardo Bennato. (AS)

