La “Mongolfiera Cosmica” di MUSICA OLTRE CONFINE sorvola l’isola di Albione, annunciando l’arrivo dell’autunno. I colori si amalgamano con le sonorità dei CURVED AIR ,band anglosassone che negli anni settanta creò quattro perle preziose nel genere “Eclectic Prog”.

Oggi ho il piacere di presentare, nel mio classico stile sintetico ma essenziale, il loro “Second Album” del 1971.
Il nome dei Curved Air deriva dall’album di Terry Riley (maestro della musica minimalista) “A Rainbow in Curved Air”, anche se la loro musica non ha nulla a che vedere con quella di Riley.
I CURVED AIR hanno cambiato molte volte la loro line-up nel corso degli anni, annoverando eccelsi musici: Darryl Way (Wolf), Eddie Jobson (Roxy Music), Mike Wedgwood (Caravan) e Stewart Copeland (Police)… tanta roba!!!
Formazione di questa “chicca” sonora è: Sonja Kristina – lead vocals; Francis Monkman – lead guitar, keyboards, VCS3 synthesizer; Darryl Way – electric violin, piano (5), vocals; Ian Eyre – bass e Florian Pilkington-Miksa – drums.
Un mix di folk acustico e rock progressivo si respira in questa opera composta da otto brani/tracce. Prima di passare alla descrizione vorrei aggiungere qualcosa di personale, dicendovi che negli anni ’70 la TV “Tele Monte Carlo” dedicava un programma alla musica rock nel pomeriggio e fu proprio in quell’occasione ,che scoprii i CURVED AIR e mi “innamorai” di Sonja Kristina!
L’album prende il volo con “Young Mother” con sonorità che ricordano i primi Genesis, ma la condivisione della melodia principale tra voce e violino conferisce al brano un’atmosfera diversa e intrigante. Un buon inizio!
Segue “Back Street Luv” ,brano che ebbe enorme successo come singolo e contribuì enormemente ad aumentare le vendite dell’album, facendo conoscere la band a un pubblico completamente nuovo e lanciandola verso la celebrità. E’ un ottimo pezzo che, pur non essendo particolarmente rappresentativo del loro sound, non fu affatto una concessione commerciale di basso livello… tanto di cappello!!!
Terzo brano “Jumbo” è una splendida ballata dominata dal violino di Way che avrebbe anche potuto funzionare bene come singolo. Arriva “You Know”, un brano venato di pop sulla scia di “Stretch”, presente nel loro primo album a me piace molto con quel tocco di chitarra elettrica. Il quinto brano è “Puppets” , un’eccelsa ballata folk, caratterizzata da un accompagnamento essenziale ,che sostiene una voce acuta e delicata. Tutta la band suona con molta grazia e professionalità e Way al piano è raffinatissimo!
A seguire “Everdance” e “Bright Summer’s Day ’68” possiedono un fascino notevole, dovuto senza dubbio alla voce di Sonja e piccoli fraseggi al violino di Way.
Chiude l’album “Piece of Mind” brano di ben 13 minuti nel cliché prog. E’ una composizione dilatata ove Sonja Kristina offre ,senza dubbio, una splendida prova vocale, con sezioni caratterizzate da un canto rapido e incalzante , che sono particolarmente suggestive. Il brano spazia tra passaggi pianistici di stampo jazzistico e l’uso distintivo degli ottoni con buoni interventi di sintetizzatore… 5 stelle!!!
Non mi nascondo con questa mia affermazione: “Second Album” non è certo inferiore a “Nursery Cryme” o “The Yes Album” e, per certi versi, è altrettanto interessante.
In conclusione la voce femminile e il violino elettrico offrono un’esperienza d’ascolto unica, rara per quei tempi. Sonja Kristina forse non possiede la tecnica sopraffina o l’estensione vocale di una Sandy Denny o di una Annie Haslam, ma è solida, energica, espressiva e interpreta brani eccellenti.
Buon ascolto da Lupo Solitario…

