Musica oltre confine

Pink Fairies

La mongolfiera cosmica di Musica Oltre Confine “scandaglia” da mesi i cieli sonori di Albione, nella “West London” e ritrova gli spartiti di una band, forse ai più sconosciuta, i PINK FAIRIES.

Siamo nel lontano 1971, per il sottoscritto sembra l’altro ieri, viene pubblicato il primo album dei Pink Fairies “Never Never Land”.  La band si forma all’inizio del 1970 attorno agli ex-Deviants Paul Rudolph (chitarra e voce), Sandy Sanderson (basso), Russell Hunter (batteria) e Twink (batterista e cantante) proveniente dai leggendari Pretty Things. E’ il 5 aprile 1970 al “The Roundhouse”, primo concerto della band che viene accolta da un fragoroso applauso prima ancora di aver suonato una nota, e il continuo supporto della stampa underground londinese contribuisce alla loro già solida reputazione underground, sopra nominandoli “The People’s Band”.

Condividono spesso il palco con gli Hawkwind, con i quali Rudolph avrebbe suonato in seguito, mentre Twink avrebbe suonato brevemente negli Stars, l’ultima ed effimera band di Syd Barrett… I PINK FAIRIES sono considerati  i precursori del punk e dell’hard rock di fine anni Settanta ed indiscutibili ispiratori dell’hard rock delle generazioni successive.  Obiettivamente è vero che il loro lato heavy(punk) è caratterizzato da un sound ruvido e stridente e da una scrittura scarna e a tratti monotona, però è altrettanto vero che queste caratteristiche sono tipiche del garage americano di fine anni Sessanta. Il merito delle Pink Fairies è più quello di aver reso mainstream un certo tipo di rock potente e primitivo nella loro patria.  Ci sono state due band molto simili: i connazionali Stooges e gli MC5 americani.

Il loro sound ha varianti chitarristiche che provengono dagli anni Sessanta, dalla ballata pinkfloydiana, a Hendrix, Santana e Peter Green.
“Never Never Land” potrebbe sembrare una raccolta di musica già ascoltata.
“Heavenly Man”è un’intensa ballata che può ricordare un pezzo dei Pink Floyd post-Barrett, mentre”Say You Love Me” è magicamente hendrixiana. “War Girl”, altro brano interessante, fonde perfettamente suoni latini e blues terreno percorso da Santana. Poi troviamo l’inno “Do It”, ruggente e chiassoso,passiamo al rock’n’roll serrato e nervoso di “Teenage Rebel”  molto influenzati dalla band di Detroit gli MC5, con cui hanno avuto una collaborazione
“Track One Side Two” è una struggente ballata pianistica un po’ alla maniera dei Procol Harum ma viene assalita da un ritmo sostenuto e dalle incursioni chitarristiche di Rudolph. “Thor” è un breve intermezzo strumentale, seguito da conclusiva “The Dream Is Just Beginning” molto riverberata   a ricordare gli Hawkwind. Non mancano episodi più originali come la sognante e onirica “Never Never Land”, dolce e sommessa nelle strofe, vivace e solare nei ritornelli e allucinata nel finale… da 5 stelle  e “Uncle Harry’s Last Freakout” hard-rock di notevole spessore, ricca di spunti strumentali e caratterizzata da un’accelerazione finale vertiginosa. Questo brano ha influenzato, non poco, gli Hawkwind di seconda maniera, quelli “cattivi” di Lemmy e Robert Calvert, e di conseguenza anche i Motorhead qualche anno dopo!!!
Aggiungo solo due note: 10 brani versione lp e 14 tracce versione cd rimasterizzata…

Le “Fate Rosa” sono da ascoltare a volume alto. Che la musica sia sempre in vostra compagnia. (Lupo Solitario)

Liguria Dinamic

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