La Madre terra è sempre presente , in maniera marcata, nella produzione artistica di Alessandro Sala, una madre fonte d’ispirazione , grazie alle sue immense bellezze, ma leggiamo…

Titolo: Giochi Autunnali (2016)
(Collezione Privata – Genova)
Tecnica: olio e sabbia su tela
Formato: 60x60cm
Introduzione dell’artista:
Se la Musica influenza ed ispira la mia espressione artistica, la Natura non è da meno. Vivere a contatto con Madre Terra è certamente un vantaggio perché puoi ri-trovare te stesso e con una silenziosa ed attenta osservazione aprire ai tuoi sensi un mondo immenso. Il ciclo delle stagioni con il continuo cambiamento, pregno di colori, forme e profumi agevola questo rapporto unico e ancestrale. Nelle passeggiate quotidiane nulla si deve dare per scontato, anche se, per 365 giorni, il percorso è lo stesso, ponendo attenzione, spezzando le catene dalla signora “abitudine” e ritornando bambino (se possibile) tutto ciò che è intorno a te diventa magico, nuovo e unico!
“Giochi Autunnali” è stato partorito nel 2016, accidenti sono trascorsi già 10 anni!
Ricordo perfettamente che avevo trascorso alcune ore nel bosco e raggiunta una piccola vetta il panorama si aprì ai miei occhi. Il mare bagnava con le sue onde la cittadina balneare, quasi silenziosa e abbandonata dai fragori della passata estate.. alle sue spalle il verde variegato dai primi cenni dell’autunno risaliva verso di me. Poi arrivò un fresco venticello che alzò le foglie ed iniziò a giocare insinuandosi fra le rocce grigie dipinte dai licheni giallognoli. Forse non vi ho mai raccontato che ho sempre con me un taccuino ed ovviamente una penna, utili a “bloccare” ciò che mi arriva ,anzi ciò che Madre Terra mi comunica.
Su quella roccia, lassù in alto, esegui un breve abbozzo. Il giorno dopo presi una tela, la preparai con la sabbia e dopo ,rispettando tempi e passaggi obbligatori per l’asciugatura, tracciai le basi per il dipinto.
Fratello albero apre i suoi rami ormai spogli ,come fossero braccia protese al cosmo in atto di riconoscenza, le foglie creano un caleidoscopio di colori a semicerchio. Sotto, il borgo accoglie il tramonto con campanili, torri ed alte guglie impotente davanti alla potenza del Creato. Le strutture architettoniche hanno preso i colori del sesto e settimo chakra… Om Shanti Om!
Per visionare meglio il dipinto consiglio di ascoltare il brano musicale nel link che trovate a piè di pagina: “Fall” del cantautore canadese Bruce Cockburn. Con preghiera di lettura e condivisione. (AS)

